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DILIBERTO: MACCHINISTA LICENZIATO, TRENITALIA RITIRI LICENZIAMENTO www.comunisti-italiani.it
DILIBERTO: MACCHINISTA LICENZIATO, TRENITALIA RITIRI LICENZIAMENTO

Roma 17 agosto 2008

Trenitalia ha aspettato Ferragosto per licenziare la seconda volta Dante De Angelis, macchinista delle Ferrovie e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. E' un provvedimento antisindacale. In un sussulto di lucidita' il vertice di Trenitalia ritiri quel licenziamento'. Un dipendente che lavora per la sicurezza dei viaggiatori, il primo patrimonio di un'azienda come Trenitalia  dovrebbe avere altro trattamento dall'azienda. I Comunisti Italiani si mobiliteranno a favore di Dante De Angelis con azioni di sostegno in tutta Italia.

 
 

Sgobio: Riforme. Nessun dialogo è possibile. Serve forte mobilitazione www.comunisti-italiani.it
Sgobio: Riforme. Nessun dialogo è possibile. Serve forte mobilitazione

Ufficio Stampa

Roma 2 agosto 2008

Solo un’ingenua e ambigua visione può consentire ad alcuni della sonnacchiosa opposizione parlamentare di aprire un dialogo con questo governo, che, giorno dopo giorno, provvedimenti e decisioni alla mano, raffina il suo aspetto autoritario e reazionario. Contro le politiche di questo esecutivo serve una forte e decisa opposizione sociale, quella a cui contribuiremo con determinazione nel prossimo autunno, che si preannuncia bollente. Altro che dialogo….

Pignatiello: Vicenza. Solidarietà a manifestanti No Base. Assurdo chiedere uso esercito www.comunisti-italiani.it
Pignatiello: Vicenza. Solidarietà a manifestanti No Base. Assurdo chiedere uso esercito

Ufficio Stampa

Roma 1 agosto 2008

Solidarietà al Comitato per il No alla Base di Vicenza. Ieri sera le cariche delle forze dell’ordine contro i manifestati per il No alla Base di Vicenza, oggi la richiesta assurda del Comitato per il sì di inviare l’esercito contro i manifestanti. Non c’è che dire: la china repressiva del governo e di chi gli dà retta non ha fine. Non basta consegnare il territorio italiano agli Usa, per compiere le loro scellerate politiche di guerra, ma ora qualcuno invoca l’esercito (immaginiamo agli ordini Usa) per mantenere l’ordine. Ci auguriamo che, almeno per questa richiesta del fantomatico Comitato per il sì alla base, ci sia una risposta di buonsenso. In caso contrario l’allarme democratico sarebbe veramente elevato.
Palermi: Pd. In delirio di onnipotenza, sentenzia su partiti di sinistra e loro segretari www.comunisti-italiani.it
Palermi: Pd. In delirio di onnipotenza, sentenzia su partiti di sinistra e loro segretari

Ufficio Stampa

Roma 1 agosto 2008

Nonostante anche loro abbiano clamorosamente perso le elezioni, gli esponenti del Pd, oggi con Gentiloni e Latorre, vivono un delirio di onnipotenza che li porta non solo, come fa Gentiloni a ribadire che bene ha fatto il Pd a non allearsi con Prc e Pdci alle elezioni (ne è convinto anche Berlusconi), ma anche ad esprimere l’indice di gradimento sui segretari scelti ed eletti dagli altri partiti, anzi vorrebbero proprio essere loro a deciderli. Da sinistra mi sembra che nessuno si sia accanito sulla vita interna del Pd e sulle sue macroscopiche divisioni ed incongruenze. Il Pd pensasse a come fare un’opposizione un po’ più efficace a Berlusconi, evitando di scappare dall’aula come ha fatto per il caso Englaro, invece di sentenziare sulle scelte di altri partiti. Sarebbe certamente più utile al Paese.
Sgobio: Incidenti sul lavoro. Incidente a centrale Torrevaldaliga www.comunisti-italiani.it
Sgobio: Incidenti sul lavoro. Incidente a centrale Torrevaldaliga

Ufficio Stampa

Roma 31 luglio 2008

La gaffe di Scajola di ieri diventa ancora più odiosa oggi. Il ministro straparla e gli operai continuano ad essere vittime di incidenti. Cosa dirà adesso Scajola dopo questo ennesimo incidente sul lavoro avvenuto nella centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, a Civitavecchia, inaugurata appena ieri, in pompa magna?

Pignatiello: Eluana. Rammarico per voto Camera. Da Buttiglione parole prive di umanità www.comunisti-italiani.it
Pignatiello: Eluana. Rammarico per voto Camera. Da Buttiglione parole prive di umanità

Ufficio Stampa

Roma 31 luglio 2008

Con rammarico apprendiamo che l'aula della Camera ha approvato la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale tra poteri dello Stato sul caso di Eluana Englaro. In realtà il Parlamento avrebbe potuto essere sollecitato dalla sentenza della Corte d’Appello civile di Milano per fare finalmente una legge veramente rispettosa della vita e delle sofferenze umane; una legge che possa tener conto della dignità della vita e della morte. Invece ancora una volta ci si è scagliati contro una sentenza illuminata e piena di pietas, in nome di falsi principi e di uno strano rispetto della vita. Quello strano rispetto della vita, che fa dire al cattolico integralista Buttiglione, parole prive di umanità e così irrispettose dello stesso dolore dei genitori di Eluana.
Palermi: Inflazione. Dati allarmanti confermano quello che è davanti agli occhi di tutti www.comunisti-italiani.it
Palermi: Inflazione. Dati allarmanti confermano quello che è davanti agli occhi di tutti

Ufficio Stampa

Roma 31 luglio 2008

Ancora allarmanti i dati sull’inflazione, che oggi segna il 4,1%, solo una conferma di quello che è davanti agli occhi di tutti. C’è un impoverimento generale e diffuso della popolazione, i nuovi poveri si aggiungono ai vecchi nel completo disinteresse del governo. Anzi l’unico momento di interesse per l’inflazione il governo lo ha avuto quando ha sostenuto che per i rinnovi contrattuali il dato è quello di un’inflazione programmata all’1,7%: si vuole lasciare la gente sul lastrico. Di fronte a simili dati, la maggioranza si prepara a votare una Finanziaria di lacrime e sangue e che dà un colpo fatale a quello che restava del nostro stato sociale.
Il Corriere della Sera censura la Campagna "Un futuro senza atomiche" www.comunisti-italiani.it
Il Corriere della Sera censura la Campagna "Un futuro senza atomiche"

28 luglio 2008
 
È uscita sul Corriere della Sera del 24 luglio una lettera firmata da D'Alema, Fini, La Malfa, Parisi e Francesco Calogero: "Per un mondo senza armi nucleari" http://archiviostorico.corriere.it/2008/luglio/24/Per_mondo_senza_armi_nucleari_co_9_080724053.shtml
 
Abbiamo risposto subito a quella lettera. Alle 15.30 dello stesso giovedì 24, la direzione del Corriere della Sera ha ricevuto la replica che segue, ma ha scelto di non pubblicarla. Abbiamo aspettato fino a stamani, pensando che forse il CorSera non avesse avuto materialmente spazio per pubblicarla, ma niente, nemmeno stamani. Quindi, dobbiamo concordare con la valutazione della Tavola della Pace, http://www.perlapace.it/index.php?id_article=1429 che parla di "censura".
 
In particolare, vi segnalo il punto 4 della replica delle associazioni:
Oltre 80.000 italiane ed italiani chiedono che l’Italia si liberi di quelle armi nucleari.
Il progetto di legge è stato assegnato alla Commissione Esteri della Camera il 22 maggio scorso. Giace, non calendarizzato, forse dimenticato. Tre dei firmatari della lettera sono membri di quella Commissione, il quarto è Presidente di quella Camera dei Deputati. Ecco una cosa che potrebbero fare da subito per dare concretezza ai sentimenti espressi nella lettera aperta pubblicata oggi sul Corriere della Sera.
Ma la replica la trovate tutta intera qui di seguito. È stata inviata venerdì 25 anche a tutti i membri della Commissione Esteri della Camera. Ma se volete inviarla anche voi, individualmente, credo che sarebbe una buona idea!
 
Un saluto di pace,
Lisa, per la Campagna "Un futuro senza atomiche"
 
Replica delle associazioni inviata il 24 luglio al Corriere della Sera.
Un mondo libero da armi nucleari è possibile!
 
Leggiamo questa mattina, 24 luglio, la lettera aperta di Massimo D’Alema, Gianfranco Fini, Giorgio La Malfa, Arturo Parisi e Francesco Calogero, per un mondo senza armi nucleari. La accogliamo con lo stesso interesse prestato alle precedenti lettere di Schultz, Kissinger, Perry e Nunn negli Stati Uniti, e di Hurd, Rifkind, Owen e Robertson nel Regno Unito.
 
Non possiamo che concordare con quanto scrivono i quattro ex-ministri italiani: “Riteniamo importante che anche dall’Italia venga un’indicazione in questo senso”. Intanto, però, ci sono delle vere e proprie emergenze nel campo della non-proliferazione e del disarmo nucleare che l’Italia potrebbe affrontare senza ulteriori indugi.
 
1. E’ della settimana scorsa la notizia che, nonostante l’allarme lanciato dai maggiori esperti di disarmo nel mondo, il percorso dell’accordo per uno scambio di tecnologia nucleare tra USA e India sta proseguendo. Scrivono l’Ambasciatore Jayantha Dhanapala (ex Sottosegretario Generale dell’ONU per il Disarmo) e Daryl Kimball (della statunitense Arms Control Association, anch’essa bipartisan): “Al contrario di ciò che sostengono i proponenti di questo accordo, esso non avrà affatto come effetto quello di incoraggiare l’India a perseguire un comportamento maggiormente in linea con quello previsto per gli Stati membri del Trattato di Non proliferazione. A differenza degli altri 178 Stati, l’India non ha firmato il CTBT (Trattato per la messa al bando delle sperimentazioni). Continua a produrre materiale fissile e ad espandere il proprio arsenale.”
L’accordo USA-India deve passare per l’approvazione del Nuclear Suppliers Group (gli Stati fornitori di materiale nucleare) e del Board dell’AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica). L’Italia è membro di ambedue questi consessi. In particolare, nell’NSG le decisioni vengono prese per consenso. I dubbi e le preoccupazioni anche di un solo Stato possono congelare l’accordo. L’Italia cosa farà?
 
2. Scrivono ancora i quattro ex ministri: “Ci rendiamo conto che la strada che condurrà all’eliminazione delle armi nucleari è lunga. Essa richiede alcune condizioni politiche. La prima è il miglioramento effettivo dei rapporti fra le superpotenze nucleari...”  Concordiamo anche su questo punto. E pensiamo, però, che un primo piccolo passo per migliorare questi rapporti possa essere quello, ancor prima degli smantellamenti dei vasti arsenali nucleari statunitensi e russi, di non esacerbare ulteriormente i rapporti, come invece stanno facendo i piani per l’installazione del National Missile Defence (il cosidetto “scudo”) in alcuni territori dell’Europa. Ma su questo l’Italia è stata molto silenziosa. L’Italia potrebbe invece farsi portavoce, insieme ad altri Stati europei, della necessità di congelare ogni innovazione militare sul continente. Se perseguiamo la riduzione delle tensioni e degli armamenti, il primo passo logico dovrebbe essere quello di non aggiungere altre strutture controverse.
 
3. Il 1 luglio scorso, un gruppo di Europarlamentari (anche quello bipartisan!) ha promosso un appello in occasione del 40mo anniversario della firma del Trattato di Non Proliferazione, chiedendo che lo spirito di quel trattato sia  finalmente realizzato. Sono passati 40 anni, si legge nell’appello, ma ancora non si è lavorato seriamente per realizzare il suo Articolo VI, “concludere in buona fede trattative … per il disarmo nucleare … sotto stretto ed efficace controllo internazionale.” A questo fine, gli europarlamentari propongono di lavorare per una Convenzione internazionale che metta al bando le armi nucleari. Dopo la messa al bando delle armi chimiche e biologiche, è tempo di farlo anche con quelle nucleari.
L’Associazione Mayors for Peace ha predisposto, in questo senso, un documento che lancia il processo detto “Protocollo di Hiroshima e Nagasaki”. L’Italia vorrà unirsi ai tanti paesi membri della Nazioni Unite che già hanno annunciato il loro sostegno, in occasione dell’Assemblea Generale dell’ONU del 2010?
 
4. Siamo molto contenti di leggere anche l’ultima parte della lettera. In effetti, “la diffusione di un nuovo modo di pensare – di una nuova “saggezza condivisa” – è un passo fondamentale in questa direzione, cui l’Italia deve contribuire.” Da molto tempo le nostre associazioni cercano di lavorare proprio in questa direzione. Saremo felici di avervi al nostro fianco! Ma, allora, perché non cominciare proprio dall’Italia?
 
Noi crediamo che, quando si intuisce la strada giusta, è necessario iniziare a fare ciò che è nelle proprie possibilità e capacità, per poi poter chiedere - in maniera credibile - ad altri di procedere lungo la stessa strada. In Italia ci sono 90 bombe atomiche B61, che non dovrebbero starci secondo i nostri impegni come firmatari del Trattato di Non Proliferazione. Moltissime cittadine e cittadini hanno nei mesi scorsi firmato un progetto di legge d’iniziativa popolare che chiede che l’Italia faccia esattamente questo: rimediare alle proprie violazioni.
 
Oltre 80.000 italiane ed italiani chiedono che l’Italia si liberi di quelle armi nucleari.
Il progetto di legge è stato assegnato alla Commissione Esteri della Camera il 22 maggio scorso. Giace, non calendarizzato, forse dimenticato. Tre dei firmatari della lettera sono membri di quella Commissione, il quarto è Presidente di quella Camera dei Deputati. Ecco una cosa che potrebbero fare da subito per dare concretezza ai sentimenti espressi nella lettera aperta pubblicata oggi sul Corriere della Sera.
 
Noi siamo disponibili a dare il nostro contributo.
 
Paolo Beni, ARCI
Albino Bizzotto, Beati i costruttori di pace
Lisa Clark, coordinamento “Un futuro senza atomiche”
Tonio Dell’Olio, Libera
Flavio Lotti, Tavola della Pace, Coordinamento Enti Locali per la Pace
Andrea Olivero, ACLI
Francesco Vignarca, Rete Italiana per il Disarmo

 
APPELLO: Per far fronte alla crisi ci vogliono anche i cristiani. Manifesto alla sinistra cristiana www.comunisti-italiani.it
APPELLO: Per far fronte alla crisi ci vogliono anche i cristiani. Manifesto alla sinistra cristiana

MANIFESTO ALLA SINISTRA CRISTIANA E A QUANTI AMANO LA GIUSTIZIA

PER UN RITORNO ALLA POLITICA NEL TEMPO DELLA CRISI
Siamo tutti vittime di una disfatta della politica che, dopo la rimozione del muro di Berlino, vissuta come la vittoria ultima di una parte sull’altra, ha rinunciato a fare un mondo nuovo preferendo rilanciare il vecchio, a cominciare dal suo ancestrale sovrano “diritto alla guerra”. Ciò facendo i poteri dell’Occidente hanno abdicato alla responsabilità di guidare il corso storico, mettendo tutto nelle “mani invisibili” del Mercato, del quale si sono fatti sudditi, guardiani e sacerdoti. E questo lo dice pure Tremonti, dal fondo del pensiero reazionario Ma poiché il meccanismo così innescato ha creato isole di ricchezza in un oceano di naufraghi, incrementando povertà, insicurezza e disordine, la politica si è fatta polizia per domare terroristi e riottosi, alzando il livello di violenza preventiva e repressiva e mettendo sotto i piedi verità, diritto, Costituzioni e Convenzioni internazionali, ivi comprese quelle umanitarie. E questo non lo fa solo Tremonti, lo hanno fatto classi dirigenti di destra e di sinistra, anche in regimi inutilmente bipolari.
Oggi non solo c’è bisogno di tornare alla politica da  cui molti con giusto disappunto si sono allontanati, come hanno fatto due milioni e mezzo di nuovi astenuti nelle ultime elezioni, ma c’è bisogno di una politica “altra”; né del resto alla vecchia politica questo ritorno sarebbe possibile, né ad essa possibile l’approdo dei giovani; c’è bisogno di una ricostruzione della politica come un “essere per gli altri”, a cui tutti sono chiamati. Perciò rivolgiamo questo

APPELLO ALLE DONNE E AGLI UOMINI CHE VOGLIONO OPERARE PER LA GIUSTIZIA

per un ritorno alla politica. Proponiamo pertanto di promuovere con il nome di Sinistra cristiana una rete di Gruppi, di aggregazioni e di servizi “PER LA COSTITUZIONE, LA LAICITA’ E LA PACE”: cioè per l’unità degli uomini nella giustizia e nel diritto, per la responsabilità comune di “credenti” e “non credenti”, per la crescita del mondo. Dire Sinistra cristiana non significa qui riferirsi alla pur positiva esperienza che ebbe questo nome dal 1938 al 1945, né crearne oggi una nuova, ma fare appello a quella sinistra cristiana che è già nel Paese ed è nascosta nel fondo di molti di noi. Ciò comporta una scelta di campo di sinistra, cosa che in un’Italia drasticamente divisa in due sole parti politiche non significa più sposare una determinata ideologia, ma assumere il peso della contraddizione, mentre della sinistra rivendica la dignità, contro tutte le delegittimazioni e diffamazioni.
Si tratterebbe di dar vita ovunque sia possibile, nel territorio nelle istituzioni e nelle assemblee elettive, a un “Servizio politico” che da un lato abbia lo scopo di favorire la partecipazione politica dei cittadini, offrendo loro, indipendentemente dalle rispettive opinioni, dei servizi e degli aiuti per agevolarli nell’adempimento dell’art. 49 della Costituzione; dall’altro che abbia lo scopo, come parte tra le parti, di promuovere in modo associato iniziative, corsi e scuole di formazione politica, riattivare  canali di comunicazione coi giovani, elaborare culture, soluzioni e proposte legislative, intervenire nel dibattito pubblico e, se necessario, partecipare anche direttamente all’azione politica per concorrere a determinare con metodo democratico la politica nazionale e instaurare la giustizia e la pace tra le nazioni, sempre promuovendo alternative costruttive e nonviolente nei conflitti; e ciò entrando nelle contraddizioni in atto, tra cittadini e stranieri come tra uomini e donne, tra regolari e clandestini, tra necessari ed esuberi, e cercando di ristabilire i legami tra il quotidiano, la cultura, la politica e una speranza nuovamente credibile; sapendo che se non subito si può cambiare il mondo, si può intanto cambiare il modo di stare al mondo.
La definizione di questa rete di Gruppi e di iniziative come “Servizio politico”, intende non solo identificare il criterio della politica nel servizio e non nel potere, ma anche riprendere la radicale illuminazione secondo la quale il vero modo per evitare che nella vita collettiva gli uni siano nemici degli altri, è che tutti si riconoscano servi gli uni degli altri.
Il nome di Sinistra cristiana, poi, non comporta un’identificazione confessionale, che in nessun modo può confondersi con una divisa politica, ma intende alludere a un mondo di valori, tutti negoziabili, ossia non imposti, purché prevalgano l’amore e la libertà, vuole indicare come discriminante il principio di eguaglianza e, nel conflitto, significa fare la scelta dei poveri delle vittime e degli esclusi. Si tratta dunque di un nome nuovo che si riferisce tuttavia a una ricca e variegata tradizione di impegno politico che va da Murri a Sturzo a Dossetti, dai cristiani della Resistenza ai “professorini” della Costituente, da Rodano a Ossicini a Gozzini, dalla cruenta testimonianza di Moro a quella della salvadoregna Marianella Garcia Villas, che hanno attraversato il Novecento italiano.
Quanti intendono associarsi a questo appello sono invitati a farsi promotori delle relative iniziative nelle realtà a cui ciascuno appartiene, salvo poi ogni possibile coordinamento. E se per ottenere risultati è necessario coinvolgere molti, anche due o tre che si riuniscano per queste cose già compendiano tutto il significato dell’azione. 
Per un incontro di carattere nazionale, da convocarsi a settembre, si può prevedere fin da ora di mettere all’ordine del giorno, come primissime urgenze, il ritorno alla rappresentanza proporzionale senza snaturamenti maggioritari, e l’affermazione del principio che i diritti sono uguali per tutti: dove la proporzionale è la condizione per non dare troppo potere a qualunque “sovrano del popolo” e perché anche una minoranza possa continuare a rivendicare diritti uguali per tutti contro maggioranze che li neghino.

Raniero La Valle, Patrizia Farronato, Giovanni Galloni, ex vice-presidente del Consiglio superiore della Magistratura, Rita Borsellino, Adriano Ossicini, presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica, Carla Busato Barbaglio, Mimmo Gallo, magistrato di Cassazione, Giuseppe Campione, presidente della Regione siciliana nel 1992-93, Boris Ulianich, storico del cristianesimo, Giacoma Cannizzo, ex sindaco di Partinico, Annamaria Capocasale, segretaria della Scuola “Vasti”, Roberto Mancini, ordinario di filosofia teoretica all’università di Macerata, Amelia Pasqua, don Mario Costalunga, Laura Brustia, Francesco De Notaris, Agata Cancelliere, insegnante, Giovanni Franzoni, ex abate di San Paolo, Renata Ilari, Giovanni Avena, direttore editoriale di ADISTA, Emilia Carnovale, Giulio Russo, responsabile del Centro di servizi per il volontariato,  Nicola Colaianni, giurista, Padre Nicola Colasuonno, direttore di Missione oggi, Donatella Cascino, Pasquale Colella, ecclesiasticista, Franco Ferrara, sociologo, Padre Alberto Simoni, direttore di Koinonia, Bernardetta Forcella, insegnante, Giovanni Benzoni, Angelo Bertani, giornalista, Enrico Peyretti, Francesco Comina, Chiara Germondari, Ettore Zerbino, Alessandro Baldini (Comitati Dossetti per la Costituzione, Associazione “Salviamo la Costituzione”), Claudio Bocci, Antonio Cascino, Anna La Vista, Federico D’Agostino, sociologo, Pasquale De Sole, Franco Ferrari, Gianvito Iannuzzi, Luca Kocci, Angela Mancuso, Gianfranco Martini, Giuseppe Mirale, Francesco Paternò Castello, Maria Antonietta Piras, Fiammetta Quintabà, Corrado Raimeni, Maurizio Serofilli (Comitati Dossetti per la Costituzione), Gabriella Saccami Vezzami, Luca Spegne, Maria Rosa Tinaburri, Paola e Claudio Tosi, Angelo Cifatte, Piero Pinzauti, Nanni Russo, avvocato, ex senatore, Alessandra Chiappini, presidente dell’Istituzione Servizi educativi, scolastici e per le famiglie del comune di Ferrara, Enrico Grandi, prof. Ass. di anatomia patologica all’Università di Ferrara, Franco Borghi, Tonio Dell’Olio, Pax Christi, Nando e Paola Peloso, Antonio De Lellis, Giovanni  Bianco, giurista, Adele Tomassini, Nadia Neri, psicanalista, Mauro Murino, dirigente scolastico, Carlo Crocella, Mario Corinaldesi, Carlo Ciarrocchi, insegnante di religione, Pio Russo Krauss, medico, Nazzareno Serra, Fabio Ragaini (Gruppo Solidarietà), Gabriella De Blasi, insegnante di informatica, Antonio Esposito, funzionario P.A., Anna Doria, insegnante, Gabriele Grassi, Giovanni Dazzi, infermiere, Adriano Declich, giornalista, Orietta Citoni Declich, insegnante, Francesco Auricchio, insegnante, Giovanni Cresci, astronomo,  Antonello Miccoli, Giovanni Panettiere, giornalista, Pierangelo Monti, insegnante di religione, Pippo La Barba, giornalista, Andrea Volpe, ingegnere, Simone Triglia, Carola Gugino. Pasquale Iannamorelli, “Quale vita”, Renzo Dutto, Massimo De Magistris, studente, Citto Saija., Fiorella Ferrarini, assessore scuola di Quattro-Castella (R.E.), Amedeo Tosi, giornalista, Lauro Magnani, Walter Loddi, insegnante, Adelina Bartolomei, psicologa, Chino Piraccini, Nadia Piraccini, Rosa Pia Bonomi, Paolo Bertagnolli, Gianfranco Magalini, avvocato, Redazione di “Cercasi un fine”.

Roma, 10 luglio 2008.

Per aderire a questo appello si può utilizzare l’ospitalità di Adista inviando una mail all’indirizzo manifestosinistracristiana@adista.it, specificando nome, cognome, indirizzo, professione e recapito postale telefonico e informatico, e mandando un contributo simbolico di 10 euro per le spese; si può usare, anche per inviare maggiori contributi, il conto di “Pace e diritti” presso la BNL del Senato,  IBAN  IT36V0100503373000000010470, oppure il Conto corrente postale n. 10654507 intestato a “Comitato per i campi di pace in Toscana”, v. Valdibrana 23, 51100 Capostrada. I firmatari saranno poi invitati a una riunione costituente per decidere come condurre il seguito dell’iniziativa.

Perché questo appello. L’idea è nata nei circoli della Scuola di antropologia critica  “VASTI, che cos’è umano?”, al termine di un ciclo di seminari dedicato alla convivenza in cui si sono anche discussi i più recenti contributi in tema di teoria generale del diritto e della democrazia e di rapporti fede-mondo. Il punto di partenza è stato l’analisi della gravissima crisi interna e internazionale, giunta ormai nel nostro Paese, con la lotta agli immigrati, i Rom trattati come lo furono gli ebrei e con la sottrazione dei processi ai giudici, ad attaccare gli stessi diritti primari di libertà ed eguaglianza; ed è giunta nel mondo, con la scelta di produrre petrolio invece di cibo, di costruire muri invece di porte e di armare la vita quotidiana, a dare per perduta e nemica una gran parte della popolazione della terra. Tutto ciò rischia di risolversi in un fascismo strutturale sia in Italia che nel mondo.
E in tali frangenti i cristiani dove sono? E Dio dov’è? Le autorità della Chiesa si fanno vedere, ma i cristiani non ci sono. Prima di tutto non ci sono perché non c’è più il popolo, che pur doveva essere il grande protagonista della democrazia; il popolo non c’è perché all’economia non serve, quando riduce i cittadini a clienti, i sindacati lo hanno perduto, intenti come sono a salvare il salvabile (ed è poco) con il concerto piuttosto che col conflitto, e i politici si nominano da soli. Fuori del popolo, inteso come organismo, le famiglie ideali non ci sono, le identità franano nell’amalgama della secolarizzazione di massa e le differenze finiscono in ostilità non più politicamente mediate.
Ma i cristiani non ci sono anche perché sono caduti in equivoco sulla laicità. Hanno creduto anch’essi, come fa la modernità, che la laicità consista nel non essere o non manifestarsi  credenti, mentre essa consiste nel vivere ogni realtà creaturale come profana e non come sacra, cioè disponibile all’uomo, non sottratta all’uso e alle responsabilità comuni, non gravata da riserve e da interdetti, non sequestrata da specialisti togati a ciò specialmente consacrati. Questa laicità non si contrappone a fede o a religione, perché il sacro non è la stessa cosa di Dio, non è la stessa cosa della Chiesa ma, fuorviato, diventa piuttosto la custodia cautelare con cui Dio è tenuto sotto controllo, la forma del suo esilio dal mondo, del mettersi al riparo da lui, una contraffazione e una copia di Dio, come si può sapere almeno da quando Gesù di Nazaret, come dice il vangelo, ce lo ha fatto “vedere”.
Per far fronte alla crisi anche i cristiani ci vogliono, ed è strano che la sinistra se lo sia dimenticato mentre il partito comunista lo aveva capito. Ma non ci vogliono i cristiani come categoria politica, perché questo significherebbe ricadere in vecchie pratiche integriste e confessionali, bensì ci vogliono come il grido che reclama una qualità della politica che dovrebbe essere a tutti comune. Una qualità della politica che l’imperatore Giuliano riconosceva ai cristiani, quando nel ripristinare il paganesimo, voleva però emulare e anche superare l’amore che essi mettevano nella vita sociale; una qualità della politica che consiste “nell’agire in modo che comportamenti atti o scelte nell’operare quotidiano non siano spiegabili soltanto sulla base di mere opportunità politiche o di convenienze personali”, come rispondeva don Giuseppe De Luca a chi lo interrogava sullo specifico cristiano nell’azione comune con i non credenti; una qualità che consiste nel non contentarsi di aver vinto ma andare oltre per una ulteriore giustizia, come diceva don Lorenzo Milani a Pipetta; nel mantenere sempre “un principio di non appagamento” rispetto a ogni società data, come diceva Aldo Moro; nel percepire che “l’altro non va solo rispettato, ma amato; che l’altro non è solo una persona, è anche un fratello, che la libertà dell’altro non solo è il limite della libertà mia, ma è la condizione della libertà mia, che se l’altro non è libero non sono libero neanche io”, come diceva Claudio Napoleoni quando si chiedeva “se solo un Dio ci può salvare”; una qualità della politica che consiste nel ricordarsi che la cosa più importante non è difendere la propria sicurezza e la propria vita, perché la speranza supera la sicurezza e la vita si può perdere per guadagnarla. In ciò, almeno nell’ambito di quella piccola scuola, ma non solo in questa, si sono trovati e sono d’accordo cattolici e valdesi, cristiani e non cristiani, “credenti” e “non credenti”.

 
Sgobio: Precari. Le modifiche? Acqua fresca! www.comunisti-italiani.it
Sgobio: Precari. Le modifiche? Acqua fresca!


Ufficio Stampa

Roma 30 luglio 2008

Non è possibile continuare ad assistere a giochetti fatti sulla pelle dei lavoratori. Le correzioni proposte dalla maggioranza di governo sulle norme che riguardano i precari e gli assegni sociali contenute nella manovra sono acqua fresca. Il governo e il parlamento sopprimino le norme per riportare un minimo di giustizia sociale: non è possibile accettare l’idea iniqua di avere lavoratori di serie A e di serie B.